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I dettagli significativi del film su Shakespeare “Anonymous”

In questo secondo post vi elenco alcuni dettagli del film su Shakespeare “Anonymous“, che potrebbero esservi sfuggiti durante la visione e che celano dei significati profondi. Nel precedente post abbiamo parlato della trama e dei personaggi.

La pioggia, simbolo di purificazione

All’inizio, mentre il narratore sta entrando in scena al Teatro Saint James a New York, gli viene dato in mano un ombrello. Con quell’ombrello si ripara dalla pioggia che cade poco dopo sul palco del teatro e che si vede anche nella prima scena durante la fuga di Ben Jonson. La pioggia ha un significato preciso nella cultura occidentale: lava via le ferite del passato, il sangue, le lacrime. E’ un elemento purificatore, catartico.

Le dita sporche di…inchiostro

Edward De Vere è un conte, non fa lavori pesanti tali da sporcarsi le mani. Le sue dita però sono sempre sporche di nero. E’ il nero dell’inchiostro. Anche Ben Jonson ha lo stesso colore nero sulle dita. Shakespeare, quando finge di essere l’autore delle commedie di De Vere, intinge pollice e indice nell’inchiostro ed entra in scena con il copione.

Le commedie sono un dolce peccato

Quarant’anni prima dei fatti narrati, nel 1559, la regina Elisabetta era molto giovane e aveva assistito ad una rappresentazione teatrale scritta e interpretata dal piccolo Edward De Vere. Si tratta di “Sogno di una notte di mezza estate” e al termine la regina dice ad Edward: “Se le commedie sono peccato, io spero di non trovare mai la mia salvezza, se non molto avanti negli anni”.

Edward è un re ma non lo sa

Edward De Vere, ormai adolescente e rimasto orfano, viene accolto nella casa di Cecil, alla corte reale. Cecil vuole che Edward sposi sua figlia. Perchè? Edward non è figlio del conte di Oxford. Lui è il figlio primogenito e bastardo di Elisabetta, nato quanto lei aveva 16 anni e dato in adozione ai conti di Oxford. Edward non lo sa, ma William Cecil sì. E vuole farlo diventare re, così sua figlia diventerà moglie di un re.

Sangue e inchiostro nel film su Shakespeare

Edward da adolescente si macchia del suo primo omicidio. Cecil era un puritano e si era accorto che Edward scriveva troppe poesie. Così aveva mandato un uomo a rubare i suoi scritti. Ma Edward lo aveva scoperto. La spada di Edward trafisse l’uomo al petto, proprio dove teneva i fogli con le poesie, che si tingono di sangue. Il narratore all’inizio del film aveva detto che questa è una storia di “sangue e inchiostro”. Anche William Shekespeare uccide un suo collega, il drammaturgo Christopher Marlowe. Questi aveva capito che dietro Shakespeare c’era qualcun altro e voleva sapere il nome del vero autore.

Le citazioni alle opere nel film su Shakespeare

Nel corso del film su Shakespeare possiamo leggere sui manoscritti di Edward De Vere le grandi opere che tutti conosciamo: Enrico V, Giulio Cesare, Macbeth, Twelft Night, Riccardo III, Romeo e Giulietta, Amleto, Venere e Adone. Edward dice di avere delle voci che lo tormentano e che riesce a liberarsi di loro solo quando scrive le loro storie su carta. Forse le uniche eccezioni sono “Romeo e Giulietta” e “Venere e Adone”, perchè De Vere le ha scritte pensando alla sua storia d’amore con la regina Elisabetta I. Di Ben Jonson invece viene citata la commedia “Ognuno nel suo umore” (1598).

Perchè le opere di Shakespeare non vengono censurate

Il vecchio William Cecil dice a suo figlio di non interrompere le rappresentazioni teatrali, perché non farebbe altro che fomentare il popolo. Il bersaglio da colpire è chi scrive le commedie, ovvero Edward De Vere. Per questo le commedie di Shakespeare non furono mai censurate dalle guardie reali.

La lotta tra l’orso e i sei cani

Ben Jonson e Shakespeare hanno un acceso diverbio all’interno di un’arena, dove si sta svolgendo una lotta tra bestie. Shakespeare vuole soldi per creare un suo teatro, più bello e grande, e vuole ottenerli dall’autore delle sue opere. Ben Jonson odia profondamente Shakespeare perché è un approfittatore e non vuole dirgli il nome dell’autore. Davanti a loro nell’arena ci sono un orso e sei cani: la gente deve scommettere sull’uno o sugli altri.

Metaforicamente l’orso è Edward De Vere (infatti Ben Jonson scommette su di lui) mentre i cani sono Shakespeare e tutti coloro che lo vogliono morto. Shakespeare scoprirà ben presto l’identità di De Vere e con i soldi estorti costruirà il Teatro Globe. Un luogo dove ovviamente le opere di Ben Jonson saranno bandite.

Venere e Adone, una storia autobiografica

La regina Elisabetta è ormai alle fasi finali della sua vita. Non le importa più nulla del suo regno e ha problemi di demenza. Ormai è un fantoccio nelle mani della famiglia Cecil. Al funerale di William Cecil, chiama suo figlio Robert con il nome di “William”, nonostante il suo consigliere sia visibilmente morto dentro ad una bara.

Quando Edward le invia il libro “Venere e Adone” lei vuole incontrarlo e si agghinda a festa, mettendosi a ballare con le sue damigelle come se fosse una ragazzina.

Per la relazione tra Edward ed Elisabetta, Roland Emmerich ha chiaramente preso spunto dalla storia greca di Edipo. Edward scopre infatti di aver compiuto incesto con sua madre. Non viene spiegato se Elisabetta sapeva che Edward è suo figlio. Alla fine del film le viene solo detto che Henry il conte di Southampton è il figlio suo e di Edward. Inoltre non viene detto chi è il padre vero di Edward, cioè l’amante di Elisabetta quando aveva 16 anni. Forse era lo stesso William Cecil? Se leggiamo le parole originali, Robert Cecil dice: “No one thought her very important at all. Except my father, of course. And when her first child was born, a male, my father took it, and hid it” (nessuno la riteneva molto importante. Tranne mio padre, ovviamente. E quando nacque il suo primo figlio, un maschio, mio padre lo prese e lo nascose).

Il film Anonymous di Roland Emmerich: ecco chi è Shakespeare