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E’ utile inserire la keyword nel dominio del proprio sito?

Ha qualche utilità inserire la keyword nel dominio del sito? Continuiamo a parlare dei fattori di ranking di Google, cioè dei parametri utilizzati da Google per valutare un sito e dargli più o meno visibilità.
Nell’articolo precedente abbiamo parlato dell’età del dominio e ci siamo chiesti se Google da un punteggio più alto ad un sito che esiste da più anni rispetto ad un sito aperto da poco.

In questo articolo parliamo degli altri Domain Factors, cioè degli altri fattori legati al dominio. Se segui queste regole, il tuo sito otterrà dei punti in più rispetto a siti concorrenti che non le rispettano. Tuttavia, come abbiamo detto all’inizio, il buon posizionamento non è solo frutto dell’osservanza di tutte le regole di Google, ma anche di buoni contenuti.

Devo utilizzare la keyword nel dominio del mio sito?

La risposta a questa domanda è sì. Alcuni sostengono che sia un parametro vecchio e superato. In ogni caso è buona cosa inserire la parola chiave nel dominio del sito. Per fare ciò ovviamente non devi aver già acquistato il dominio. Questa scelta va fatta prima dell’acquisto.

Il dominio è la parte compresa tra il www. e l’estensione .it, .com, .net o altre

Facciamo un esempio. Il tuo sito parla di automobili? Nel dominio del tuo sito dovrà apparire la parola chiave “automobili” o “car”, eventualmente in combinazione con altre parole. Il tuo sito parla di animali domestici? Dovrai usare “animali”, “pet”, “dog” o altre parole simili.

La keyword nel dominio deve essere la prima parola o può essere anche al secondo posto?

Le regole dicono che deve essere la prima parola. Tuttavia, io gestisco un sito dove la parola chiave è al terzo posto e non ho notato problemi. Il sito potrebbe fare di meglio se la parola chiave fosse al primo posto? Non lo so. In ogni caso il nome del dominio suonava bene così come lo avevo scelto, quindi non lo avrei mai cambiato, pena la sua illeggibilità.

Altri fattori legati al dominio: i sottodomini

Per quanto riguarda gli altri domain factors, le regole di Google dicono che la parola chiave deve comparire anche nel sottodominio. Cos’è il sottodominio? Te lo spiego con un esempio.

Prendiamo un sito inventato www.pippicalzerottemalunge.com
Un suo sottodominio potrebbe essere blog.pippicalzerottemalunghe.com

I sottodomini vengono usati per indirizzare gli utenti alle sezioni del tuo sito che prevedono contenuti omogenei, come ad esempio il blog o l’archivio fotografico. Non è obbligatorio usarli. In alternativa l’url del tuo blog potrebbe risultare www.pippicalzerottemalunghe.com/blog senza creare alcuno sottodominio, ma aprendo semplicemente una pagina dedicata al blog. In ogni caso, se crei dei sottodomini, è importante usare la parola chiave, così come appare nel dominio principale.

E’ necessario seguire i Domain Factors alla lettera?

Come vi ho spiegato anche precedentemente, non è necessario impazzire per seguire alla lettera tutte queste regole. Anzi potrebbe addirittura essere controproducente. Molti siti spam applicano le regole del ranking di Google, dalla prima all’ultima in maniera maniacale. Se il tuo sito non segue tutte le regole, forse sarà considerato più “naturale” e meno costruito.

Di certo è fondamentale che la parola chiave sia inerente al tuo sito. Non puoi usare la parola chiave “fashion” se poi nel sito parli solo di prodotti per pulire la casa o di diete dimagranti. Devi per forza parlare (in maniera prevalente, diciamo) di abbigliamento.

Google utilizza l’algoritmo “Exact Match Domain” (EMD), per capire quanto il nome del dominio sia in sintonia con i contenuti del sito. Ad esempio, se il tuo sito ha nome di dominio “www.tintapercapellirosa.net” che corrisponde alla keyword “tinta per capelli rosa”, non è detto che ottenga un buon posizionamento nei risultati di ricerca. Dipende se ha contenuti di qualità!

I dati di Whois pubblici o privati?

Altro domain factors è il Whois privato o pubblico. Whois è un servizio che mette a disposizione i dati dei proprietari dei siti. Generalmente le società hanno un Whois pubblico e visibile a tutti (chiunque può vedere chi è il proprietario, società o libero professionista che sia). I privati invece hanno un Whois oscurato nei dati sensibili (nome, cognome, indirizzo).

Se il tuo sito è stato acquistato con nome privato, ti sconsiglio comunque di renderlo pubblico per ottenere dei punti in più con il posizionamento di Google: ne va della tua sicurezza! Se invece sei una società o un libero professionista, controlla se i dati di Whois sono pubblici, perché avere un Whois pubblico è ben visto da Google. Se non lo sono, contatta la società presso la quale hai acquistato il dominio.

Perché un sito deve rispettare i Domain Factors di Google?

I fattori di ranking di Google: è importante seguirli?