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Blog di Scrittura Creativa e Ottimizzata per il Web

Capire come funziona l’AI di Google per scrivere nel web

Quando senti parlare di AI di Google (acronimo che sta per “intelligenza artificiale”, in inglese “artificial intelligence”) ci si riferisce alla sua capacità di simulare il funzionamento del cervello umano. Perché è utile capire a che livello è Google per te che vuoi scrivere nel web? La scrittura delle parti testuali e l’ottimizzazione dei siti va attuata considerando che il motore di ricerca Google (quello che poi andrà a scansionare il tuo sito) è paragonabile ad un bambino di 6 anni!

Questo ti deve fare riflettere sul tuo modo di scrivere e di strutturare il tuo sito: il primo lettore non è l’utente che naviga nel web, bensì è il motore di ricerca! E’ Google che poi da una valutazione al tuo sito, lo comprende, lo classifica e lo restituisce come risultato di ricerca agli utenti. Cerchiamo di capire meglio cos’è un’AI e come funziona.

Quanto ci manca per creare un’AI che ragiona come un essere umano?

Creare un’intelligenza artificiale non vuol dire semplicemente costruire un robot con sembianze umane e farlo parlare e muovere. Questa operazione in realtà è molto facile ed è già stata realizzata. Il problema è che dietro ad un robot androide dall’aspetto umano c’è sempre una persona che lo comanda e lo guida. Quindi il robot diventa un semplice prolungamento dell’attività dell’uomo.

Dimenticate completamente l’associazione “intelligenza artificiale” e “robot dalle sembianze umane”. La forma fisica visibile è insignificante, per valutare la qualità di un’AI.

Quando non ti accorgi che stai parlando con un software…

La vera sfida sta nel creare un’intelligenza artificiale in grado di ragionare, pensare, decidere come un essere umano. Possiamo dire che un’AI è un software che riesce ad interagire con gli esseri umani senza l’aiuto degli esseri umani stessi.
Per capire se un AI è riuscito bene, lo si fa interagire con delle persone (ad esempio attraverso una chat): gli interlocutori umani non devono capire che stanno parlando con una macchina.
Quante volte ti è capitato di entrare in un sito aziendale e trovarti il popup di una chat che si apre e ti invita a dialogare con l’assistenza? E quando ci hai provato hai capito che stavi chattando con un risponditore automatico?

Siamo ancora abbastanza lontani dal creare un’intelligenza artificiale indistinguibile da un essere umano, ma negli ultimi 10 anni sono stati fatti degli enormi passi avanti.

L’AI di Google è attualmente il migliore

Hai capito quindi che l’obiettivo è creare un’AI in grado di interagire con le persone, senza che queste si accorgano che è un software.

Attualmente il miglior software di AI è quello di Google. Tuttavia il suo QI (quoziente intellettivo) si avvicina a quello di un bambino di 6 anni. Uno studio di ricercatori cinesi del 2017 dava Google Assistant al primo posto con un QI di 48,28. Come sono messi gli altri? Cortana (Microsoft) si era fermata ad un QI di 31,98 e Siri (Apple) a 23,9.

Sul sito di Loup Ventures trovi diversi studi ed esperimenti a riguardo. Questo team di ricerca sottopone frequentemente Alexa, Siri, Google Assistant e Cortana a 800 domande ciascuno. Nel 2018 Google Assistant ha risposto in maniera corretta al 100% delle domande. Siri al 99%, Alexa e Cortana al 98%.

I parametri di valutazione sono due: il software ha capito la domanda? Ha risposto correttamente? Le domande sono divise in 5 categorie: luoghi (ad esempio dove sono bar e caffetterie più vicine), commercio (ordinare degli articoli su internet), navigazione (come raggiungere un luogo fisico della città), informazioni generali e news dal web, comandi (ricordare di fare una cosa ad un determinato orario).
I ricercatori hanno notato che gli errori non riguardavano la comprensione delle parole del vocabolario, ma solo i nomi propri, di ristoranti o città poco conosciute.

D’ora in poi quindi ricorda di scrivere in maniera semplice e chiara e soprattutto di creare un sito “a prova di bambino”, facilmente comprensibile, navigabile e fruibile.

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