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Ansia da pagina bianca: tre accorgimenti per evitarla

Cos’è l’ansia da pagina bianca? Si tratta di una situazione in cui può trovarsi chiunque.
Nel momento in cui vuoi scrivere un romanzo, una lettera, un manuale, un breve racconto, non sai più cosa dire. Si crea un vuoto nella tua testa che ti impedisce di continuare, di trovare un’idea, una parola, un senso a quello che stai scrivendo. Hai perso l’entusiasmo, l’ispirazione, il filo conduttore, l’obiettivo.

Questa condizione di impasse si può verificare all’inizio, prima ancora di cominciare il tuo lavoro. Ma può capitare anche in corso d’opera e forse in questo secondo caso è anche peggio.

L’ansia da pagina bianca appare addirittura in prossimità della fine, quando non sai come terminare in maniera memorabile. Ma in tal caso hai quasi raggiunto il traguardo e ti sembra meno critica.

Ansia da pagina bianca e ispirazione

Molti scrittori creativi suggeriscono di iniziare a scrivere, buttare giù quello che passa per la mente, descrivere le tue esperienze e i tuoi vissuti. Ti dicono di non preoccuparti della fine della storia o del suo svolgimento, perché le idee ti verranno mentre scrivi.

A mio avviso questo è un metodo molto pericoloso, che apre le porte proprio al fenomeno della pagina bianca. E soprattutto ti conduce ad uno degli errori che per Aristotele costituisce il fallimento di un racconto: l’incoerenza.

Ecco quindi 3 regole per evitare l’ansia da pagina bianca.

1. Definisci a grandi linee la storia che vuoi raccontare

Se vuoi che il tuo romanzo sia coerente devi stabilire da dove parte, come si svolge e dove va a finire. Per realizzare la tua opera forse tu impiegherai dei mesi. Ma i tuoi lettori impiegheranno probabilmente qualche giorno per leggerla e quindi sarà più facile per loro accorgersi delle incongruenze. Se la storia inizia come romanzo thriller non può terminare come una storia d’amore.

2. Fai un elenco dei personaggi e delle loro caratteristiche

Scegli uno o più personaggi principali e fai un elenco delle loro caratteristiche in termini di personalità. Procedi in maniera identica anche per i personaggi secondari e stabilisci con cura quando dovranno apparire. Rileggi spesso quello che hai indicato all’inizio, per non dimenticarlo. Se nell’incipit della storia un personaggio si presenta come timido e introverso, non può risultare sfacciato ed estroverso qualche capitolo più avanti e senza alcuna motivazione o spiegazione.

3. Pensare al proprio libro nella sua interezza ma lasciarlo aperto al cambiamento

Non fraintendermi quando ti dico che devi pensare alla storia nella sua interezza. Mentre scrivi i capitoli, ti può venire un’idea geniale che ti fa cambiare il corso degli eventi e anche il finale. In tal caso è giustissimo seguire questa ventata di genialità e non rimanere fissi sulle idee iniziali.
Il canovaccio è importante solo per evitare appunto il fenomeno dell’ansia da pagina bianca. Le modifiche in corso d’opera sono sempre molto utili!

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